“Non ci vogliono far più dire neg*o. Io userò le parole neg*o e fro*io finché campo”.Oggi il Sud è rimasto vittima dell’ennesimo oltraggio.Perché le affermazioni del Vicepresidente della giunta calabrese questo sono: un’offesa a una tradizione millenaria di cultura, di accoglienza, di rispetto per il prossimo.No, signor Spirlì, le parole non sono mai innocue e non scivolano addosso. E se chi rappresenta le Istituzioni fa suo il linguaggio d’odio significa che in questo Paese c’è più di un problema con la selezione della classe dirigente.Il razzismo non è un’opinione: è in contrasto con i nostri valori costituenti e con il nostro vivere civile.È da condannare sempre, senza tentennamenti.Il silenzio, dinnanzi a episodi come questo, non è più tollerabile.L’Italia e il Sud meritano di meglio.